L'iconografia in Italia
Iconografi italiani: come scegliere a chi affidare la tua icona
Negli ultimi decenni l'Italia ha riscoperto l'icona: scuole, corsi e botteghe sono nati in tutta la penisola, e accanto a loro un mercato di riproduzioni. Per chi desidera commissionare un'icona autentica, scegliere l'iconografo è la decisione più importante.

Cosa distingue un iconografo
Un iconografo non è semplicemente un pittore che dipinge soggetti sacri: è chi conosce e vive la teologia dell'immagine, ha ricevuto una tecnica da una scuola, rispetta il canone e lavora in preghiera. Nella tradizione la trasmissione avviene da maestro ad allievo, spesso per molti anni.
Sei domande da fare a un iconografo
Da chi hai imparato?
La scuola e il maestro dicono molto della tecnica e della fedeltà al canone.
Quali materiali usi?
Tavola preparata a gesso, oro in foglia (di quanti carati), tempera all'uovo, olifa.
Posso vedere opere finite?
Fotografie di icone reali, non solo dettagli o immagini promozionali.
Come documenti il lavoro?
Fotografie delle fasi, certificato di autenticità su vera pergamena, descrizione dei materiali.
Quali riconoscimenti hai?
Attestazioni ecclesiali, mostre, opere in luoghi di culto.
Quanto tempo serve?
Se la risposta è «pochi giorni», non si tratta di un'icona dipinta secondo tradizione.
La scuola di Lia Galdiolo
Lia Galdiolo è una delle figure più autorevoli dell'iconografia sacra italiana contemporanea: le sue icone hanno presenziato ad udienze di Papa Giovanni Paolo II, sono conservate in Vaticano e sono state esposte nella Cattedrale di Santo Stefano a Vienna. Concetta Basile, sua nipote e allieva diretta, ne prosegue la scuola nella tecnica russo-bizantina, con l'attestazione dell'Archimandrita della Chiesa Ortodossa del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli.

Madonna della Tenerezza
Tavola tonda, fondo oro decorato.

Cristo Pantocratore
Iscrizione greca sul bordo.

Madonna dei Martiri
Tenerezza, nimbo rosso.
Iconografi siciliani
La Sicilia ha un legame profondo con Bisanzio: i mosaici di Monreale, della Cappella Palatina di Palermo e del Duomo di Cefalù sono tra i vertici dell'arte bizantina in Occidente, e le comunità di rito greco dell'isola custodiscono da secoli la tradizione dell'icona. È in questa terra che Concetta Basile dipinge le sue icone.