Va' e anche tu fa' lo stesso
Icona del Buon Samaritano dipinta a mano
Un uomo scende da Gerusalemme a Gerico, cade nelle mani dei briganti e resta mezzo morto sulla strada. Passano un sacerdote e un levita, e tirano dritto; un Samaritano invece si ferma, ne ha compassione, lo cura e lo porta in una locanda (Lc 10,25-37).
Cristo, il vero Samaritano
I Padri della Chiesa hanno letto nella parabola la storia della salvezza: l'uomo ferito è l'umanità, il Samaritano è Cristo che si china su di lei, l'olio e il vino sono i sacramenti, la locanda è la Chiesa. Per questo nelle icone il Samaritano ha spesso il volto e il nimbo crociato di Cristo.
Una delle più antiche raffigurazioni di questa lettura si trova in Italia, nel Codice purpureo di Rossano, evangeliario del VI secolo custodito in Calabria e riconosciuto dall'UNESCO come Memoria del Mondo.
Per chi è un dono adatto
È l'icona di chi si prende cura degli altri: medici, infermieri, operatori sanitari, volontari, associazioni di assistenza. È un dono significativo per l'apertura di un ambulatorio, di una clinica o di una casa di accoglienza, e per il pensionamento di chi ha dedicato la vita alla cura. Come ogni icona dell'atelier, è interamente dorata con oro 23¾ carati, con iscrizioni in greco o in latino, e si commissiona con un'offerta proporzionata al tempo e ai materiali dell'opera.
Domande frequenti
Quante figure ha l'icona del Buon Samaritano?
Almeno due, il Samaritano e l'uomo ferito; si possono aggiungere il cavallo, il locandiere e, in lontananza, il sacerdote e il levita.