Il patrono d'Italia
Icona di San Francesco d'Assisi dipinta a mano
Le prime immagini di San Francesco non sono quadri, ma icone: tavole dipinte su fondo oro nella «maniera greca», pochi anni dopo la sua morte. Dipingere oggi San Francesco come un'icona significa tornare a quelle origini.
Le tavole del Duecento
Nel 1235 Bonaventura Berlinghieri firma la tavola di San Francesco della chiesa di San Francesco a Pescia: il santo in piedi, frontale, con le stimmate, circondato dalle storie dei suoi miracoli. È una struttura che viene direttamente dalle icone bizantine dei santi con le scene della vita. Seguono le tavole di Pisa, di Assisi, di Siena e di Firenze, e l'affresco di Cimabue nella Basilica inferiore di Assisi. San Francesco entra così nell'arte attraverso il linguaggio dell'icona.
Come si dipinge l'icona
- Il santo in piedi o a mezzo busto, nel saio, con il cordone e le stimmate visibili sulle mani.
- Il libro del Vangelo o la croce; il volto scavato dalla penitenza e luminoso.
- Su richiesta, intorno all'immagine centrale le scene della vita: la predica agli uccelli, il presepe di Greccio, le stimmate della Verna.
- Iscrizioni in latino («S. FRANCISCUS») o in greco.
Per chi
San Francesco è patrono d'Italia, insieme a Santa Caterina da Siena, e dell'ecologia; si festeggia il 4 ottobre. L'icona si regala a chi porta il nome Francesco o Francesca, alle comunità e alle parrocchie francescane, a chi ama il Creato. Come ogni icona di Concetta Basile, è interamente dorata con oro 23¾ carati, con iscrizioni in greco o in latino, e si commissiona con un'offerta proporzionata al tempo e ai materiali dell'opera.
Domande frequenti
Si possono dipingere come icone anche i santi occidentali?
Sì: molti santi della Chiesa latina, da San Benedetto a San Francesco, a Santa Chiara, sono stati dipinti fin dal Medioevo nel linguaggio dell'icona. L'iconografa li rappresenta con le loro vesti e i loro attributi, secondo i canoni della tradizione bizantina.