Una finestra sul cielo
Pregare con le icone
L'icona è stata chiamata «finestra sull'eterno». Non si guarda come un quadro, per ammirarne la bellezza: ci si mette davanti, e si lascia che sia lei a guardarci. Ecco alcuni semplici modi per pregare con un'icona, nella tradizione d'Oriente e d'Occidente.
Lo sguardo
Nelle icone i santi guardano verso di noi, con gli occhi grandi e aperti. La prospettiva inversa fa sì che lo spazio dell'immagine si apra verso chi guarda. Per cominciare basta fermarsi in silenzio, accendere una lampada e restare qualche minuto davanti al volto di Cristo o della Madre di Dio, lasciando che il respiro rallenti.
Alcune forme di preghiera
- La Preghiera di Gesù: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore», ripetuta lentamente, al ritmo del respiro, davanti all'icona di Cristo.
- La lettura del Vangelo della festa o del santo raffigurato, seguita da qualche minuto di silenzio.
- Il Rosario o l'Akathistos davanti a un'icona della Madre di Dio.
- La preghiera di famiglia, la sera, davanti all'angolo delle icone.
I gesti
Nella tradizione orientale ci si avvicina all'icona facendo il segno della croce e un inchino, poi la si bacia (sulla mano o sui piedi della figura, non sul volto). È il gesto che il Concilio di Nicea II chiama proskýnesis, venerazione: l'onore reso all'immagine passa a colui che vi è rappresentato. Concetta Basile dipinge le sue icone in preghiera, perché diventino a loro volta luogo di preghiera. Come ogni icona di Concetta Basile, è interamente dorata con oro 23¾ carati, con iscrizioni in greco o in latino, e si commissiona con un'offerta proporzionata al tempo e ai materiali dell'opera.
Domande frequenti
Pregare davanti a un'icona è idolatria?
No. Il Concilio di Nicea II (787) ha distinto l'adorazione, dovuta solo a Dio, dalla venerazione delle immagini: chi venera l'icona non si ferma al legno e ai colori, ma si rivolge alla persona rappresentata.