Di padre in figlio
Perché regalare un'icona sacra: un'eredità che passa di padre in figlio
Da quando esistono le icone, le famiglie cristiane le tramandano. La Madre di Dio che ha vegliato sul matrimonio dei nonni veglia sulla casa dei figli e poi su quella dei nipoti. Regalare un'icona dipinta a mano significa entrare in questa catena: offrire un bene spirituale e materiale destinato a durare più di chi lo dona.

Una tradizione antica quanto la fede cristiana
Nel mondo bizantino e poi in quello russo, greco e balcanico, l'icona era il bene più prezioso della casa. Aveva un posto d'onore, il «bell'angolo» rivolto a oriente; accompagnava i momenti decisivi della vita; compariva nei corredi nuziali e nei lasciti testamentari. Le icone con cui i genitori benedivano gli sposi diventavano le icone di famiglia della nuova casa, e un giorno sarebbero passate ai loro figli.
Questa tradizione è ancora viva oggi nelle famiglie ortodosse e in molte famiglie cattoliche: si riceve un'icona, la si custodisce, la si consegna alla generazione successiva insieme alla sua storia.
Un investimento spirituale
Un'icona non si consuma con l'uso: più è pregata, più diventa preziosa per chi la custodisce. Davanti a lei si sono raccolte le preghiere di una famiglia nelle gioie e nelle prove, e per questo ogni generazione la riceve come qualcosa di più di un oggetto. È un'eredità di fede che si può vedere e toccare.
Un valore materiale che resta
Un'icona dipinta a mano è fatta per durare: tavola di legno stagionato preparata a gesso, oro 23¾ carati che non si ossida, pigmenti naturali, tempera all'uovo protetta dall'olifa. Le icone antiche custodite oggi nei musei dimostrano che questi materiali attraversano i secoli.
È un'opera unica, di un'iconografa riconoscibile, accompagnata da un certificato di autenticità su vera pergamena con le fotografie e il tempo registrato di ogni fase di lavorazione. È questa documentazione, insieme alla qualità dei materiali, a darle un valore che non dipende dalle mode e che i figli potranno dimostrare e custodire.
Come preparare un'icona per le generazioni future
- Scegli un soggetto che parli alla famiglia: la Madre di Dio, il Cristo, la Sacra Famiglia, il santo del cognome o del capostipite.
- Fai scrivere sul retro della tavola o nel libretto il nome di chi dona, di chi riceve e la data: è l'inizio della storia dell'icona.
- Conserva insieme all'icona il certificato di autenticità su vera pergamena e le fotografie delle fasi di lavorazione.
- Collocala al riparo da luce diretta, umidità e calore: durerà per secoli.
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Domande frequenti
Un'icona dipinta a mano aumenta di valore?
Non è un investimento finanziario e nessuno può garantirne una quotazione. È però un'opera unica, eseguita con materiali nobili e documentata, che conserva il proprio valore e con il tempo si arricchisce della storia della famiglia che la custodisce.
Qual è la differenza tra un'icona di famiglia e una qualunque icona?
Nessuna nella tecnica: un'icona diventa «di famiglia» quando viene tramandata. Per questo conviene che sia un'opera autentica e durevole, e che la sua storia sia scritta.