Dalla tavola alla preghiera
La benedizione dell'icona
Quando l'ultimo strato di olifa è asciutto, l'icona è finita come opera, ma non ha ancora iniziato la sua vita. Nella tradizione cristiana l'icona viene benedetta prima di essere esposta alla preghiera: è il momento in cui l'immagine viene affidata a Dio e alla Chiesa.
Perché si benedice
La benedizione non aggiunge qualcosa di magico alla tavola: è la preghiera con cui la Chiesa riconosce l'icona come immagine sacra, destinata al culto, e chiede che chi la venera sia condotto verso Colui che è raffigurato. Nella tradizione orientale l'icona viene benedetta con l'acqua santa e una preghiera specifica; secondo un'usanza diffusa, a volte è lasciata per qualche tempo sull'altare, perché vi sia celebrata la Divina Liturgia.
Chi la benedice e come
- Un sacerdote, cattolico od ortodosso, a seconda della comunità di chi riceve l'icona.
- Nella Chiesa cattolica il Benedizionale prevede un rito per la benedizione delle immagini sacre, da usare in chiesa o in famiglia.
- Il rito è breve: una lettura dalla Scrittura, una preghiera, l'aspersione con l'acqua benedetta.
- Si può far benedire l'icona in parrocchia, durante la benedizione della casa, in occasione del battesimo o del matrimonio per cui è stata dipinta.
Dalle mani dell'iconografa alla casa
Concetta Basile dipinge le icone in preghiera, e ogni fase della lavorazione è documentata con fotografie e tempo registrato. Al momento della consegna, l'icona è pronta per essere benedetta: per un dono, la benedizione può diventare un piccolo momento di festa, con chi l'ha commissionata e chi la riceve. Come ogni icona di Concetta Basile, è interamente dorata con oro 23¾ carati, con iscrizioni in greco o in latino, e si commissiona con un'offerta proporzionata al tempo e ai materiali dell'opera.
Domande frequenti
Un'icona già benedetta va benedetta di nuovo se cambia casa?
No: la benedizione resta. Si può però chiedere la benedizione della nuova casa, durante la quale il sacerdote prega anche davanti alle icone.