Ο ΑΓΙΟΣ ΙΛΑΡΙΩΝ Ο ΜΕΓΑΣ

    Icona di Sant'Ilarione di Gaza dipinta a mano

    Sant'Ilarione il Grande (291-371) è il padre del monachesimo siro-palestinese. Discepolo di Sant'Antonio Abate, eremita, taumaturgo e pellegrino, approdò in Sicilia al promontorio di Pachino, dove oggi sorge Portopalo di Capo Passero. Come tutti i veri asceti di Cristo, invocava il Nome di Gesù, sole di vita eterna («Io sono la luce del mondo», Gv 8,12), i cui raggi irradiano potenza, liberando e sanando gli afflitti di cuore.

    Icona di Sant'Ilarione il Grande con il Nome di Gesù raggiante che vince il drago, la grotta e la nave sul mare, iscrizione greca

    Una vita nel deserto

    Nato a Tabatha, presso Gaza, e formatosi ad Alessandria d'Egitto, Ilarione si recò giovanissimo nel deserto da Sant'Antonio Abate, di cui la tradizione lo ricorda come discepolo prediletto. Tornato in Palestina, visse da eremita nella solitudine presso Gaza. San Girolamo, che ne scrisse la Vita, afferma che prima di lui in Siria nessuno conosceva un monaco: intorno a Ilarione nacquero i primi monasteri di quelle terre, e per questo è venerato come padre del monachesimo siro-palestinese.

    Sant'Ilarione e la Sicilia

    Per fuggire la fama che i suoi miracoli gli procuravano, Ilarione lasciò la Palestina e, dopo l'Egitto e la Libia, si imbarcò per la Sicilia. Secondo la Vita scritta da San Girolamo approdò al promontorio di Pachino (Pachynum), l'estrema punta meridionale dell'isola, dove oggi sorge Portopalo di Capo Passero. In Sicilia visse nascosto, finché la sua santità non fu di nuovo riconosciuta; riprese poi il mare verso la Dalmazia e Cipro, dove morì nel 371.

    Per un'iconografa siciliana, dipingere Sant'Ilarione significa raccontare il legame antico tra la Terra Santa e la Sicilia.

    I dodici raggi del Nome

    Nell'icona il Nome di Gesù è dipinto come un sole sormontato dalla croce, segno del sacrificio vivente con cui Cristo redime il mondo, e dal sole partono dodici raggi. Come i raggi del sole diffondono il calore, così Dio manda i suoi nel mondo: dodici sono i raggi, perché dodici sono gli apostoli che Cristo ha inviato ad annunciare il Vangelo.

    In quei raggi è racchiusa la vocazione di ogni battezzato: tutti noi siamo mandati nel mondo a portare la luce che è Cristo, la luce che «splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta» (Gv 1,5). Sant'Ilarione, invocando il Nome, si è lasciato attraversare da quella luce, e per mezzo suo molti afflitti sono stati liberati e guariti.

    Leggere l'icona

    • Il Nome di Gesù (IHΣ), sormontato dalla croce, risplende come un sole a dodici raggi, Lui che ha detto «Io sono la luce del mondo» (Gv 8,12): i suoi raggi colpiscono il drago tra le fiamme. È la potenza del Nome invocato dall'asceta, che libera e guarisce. San Girolamo racconta che in Dalmazia Ilarione affrontò un drago che devastava la regione: «Nel nome di Gesù Cristo ti ordino di gettarti tra le fiamme», e la bestia obbedì.
    • La croce che sovrasta il sole: segno dell'offerta del sacrificio vivente di Cristo, simbolo della salvezza donata dall'Uomo-Dio, Cristo che redime il mondo.
    • La grotta: la solitudine dell'eremita, luogo della preghiera incessante.
    • La nave sulle onde: i viaggi per mare del santo pellegrino, fino alla Sicilia e a Cipro.
    • Il rotolo e la mano benedicente: l'insegnamento del padre spirituale.
    • L'abito monastico con la croce: la vita interamente donata a Cristo.
    • L'iscrizione greca Ο ΑΓΙΟΣ ΙΛΑΡΙΩΝ Ο ΜΕΓΑΣ: «Sant'Ilarione il Grande».
    Sant'Ilarione il Grande — Fondo con il Nome di Gesù raggiante, la grotta e la nave; bordo verde, iscrizione greca.

    Sant'Ilarione il Grande

    Fondo con il Nome di Gesù raggiante, la grotta e la nave; bordo verde, iscrizione greca.

    Per chi è un dono adatto

    L'icona di Sant'Ilarione è un dono per chi porta il suo nome (Ilarione, Ilario), per comunità monastiche e religiose, per chi vive un tempo di prova e cerca liberazione e guarigione interiore, e per chi ama la storia cristiana della Sicilia. La sua festa si celebra il 21 ottobre. Come ogni icona dell'atelier, è interamente dorata con oro 23¾ carati, con iscrizioni in greco o in latino, e si commissiona con un'offerta proporzionata al tempo e ai materiali dell'opera.

    Domande frequenti

    Chi era Sant'Ilarione di Gaza?

    Un monaco ed eremita del IV secolo, nato presso Gaza, discepolo di Sant'Antonio Abate e padre del monachesimo siro-palestinese. La sua Vita fu scritta da San Girolamo. Morì a Cipro nel 371.

    Dove sbarcò Sant'Ilarione in Sicilia?

    Secondo San Girolamo approdò al promontorio di Pachino (Pachynum), all'estremità sud-orientale dell'isola, dove oggi si trova Portopalo di Capo Passero.

    Perché nell'icona c'è un drago?

    Il drago tra le fiamme, vinto dai raggi del Nome di Gesù, rappresenta la potenza del Nome invocato dal santo contro il male. San Girolamo narra che in Dalmazia Ilarione, nel nome di Gesù Cristo, ordinò al drago di gettarsi tra le fiamme, e la bestia obbedì.

    Il tempo della preghiera inizia dalla commissione

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