Scuole e stili
Icone bizantine, russe e greche: scuole e stili
«Icona bizantina», «icona russa», «icona greca»: sono espressioni che si sentono spesso, ma non indicano tre arti diverse. Sono rami di uno stesso albero, nato a Costantinopoli, che in ogni terra ha preso un accento proprio.
L'arte bizantina
A Costantinopoli e nei territori dell'impero si formano, tra il VI e il XV secolo, il linguaggio e i modelli dell'icona. Dopo la crisi iconoclasta, l'età macedone (IX-XI secolo) unisce rigore teologico ed eredità classica; l'età dei Paleologi (XIII-XV secolo) porta figure più mosse, panneggi luminosi e una spiritualità intensa, la stessa degli affreschi di Mistrà e della chiesa di Chora a Istanbul.
Le icone russe
- La Russia riceve il cristianesimo da Bisanzio nel 988 e con esso l'icona.
- La scuola di Novgorod: colori puri e accesi, il rosso cinabro dominante, composizioni nette.
- La scuola di Mosca: Teofane il Greco, Andrej Rublëv e Dionisij, con la loro armonia di proporzioni e la luminosità dei colori.
- La scuola Stroganov (fine XVI-XVII secolo): icone piccole, di finezza miniaturistica, ricche d'oro.
- Dal XVIII secolo l'influenza della pittura occidentale; dal XX secolo la riscoperta degli antichi modelli.
Le icone greche e cretesi
Dopo la caduta di Costantinopoli (1453) l'isola di Creta, allora veneziana, diventa il grande centro dell'icona: la scuola cretese unisce la tradizione dei Paleologi a una straordinaria perizia tecnica e lavora per committenti ortodossi e cattolici. Da Creta partono icone per Venezia e per tutto il Mediterraneo; da Creta viene anche Domenikos Theotokopoulos, El Greco, che cominciò come pittore di icone. Il Monte Athos e i monasteri della Grecia continuano fino a oggi questa tradizione.
I Balcani e le altre tradizioni
Serbia, Bulgaria, Macedonia e Romania hanno sviluppato scuole proprie, come quella di Ohrid; l'Etiopia e l'Egitto copto hanno un'iconografia antichissima e di stile molto diverso. Concetta Basile si è formata nella scuola tradizionale di iconografia: nelle sue icone si riconoscono le proporzioni e la luce di questa tradizione, insieme al dialogo con l'arte italiana. Come ogni icona di Concetta Basile, è interamente dorata con oro 23¾ carati, con iscrizioni in greco o in latino, e si commissiona con un'offerta proporzionata al tempo e ai materiali dell'opera.
Domande frequenti
Come si riconosce un'icona russa da una greca?
In generale le icone russe hanno colori più chiari e accesi, figure allungate e un disegno più lineare; quelle greche e cretesi hanno incarnati più scuri e modellati, panneggi più fitti e una maggiore eredità classica. Ma le eccezioni sono molte, e solo l'analisi di un'opera specifica permette un'attribuzione.
Si può scegliere lo stile della propria icona?
Sì: durante il colloquio si può chiedere che l'icona si ispiri a un modello preciso, per esempio a Rublëv o alla scuola cretese, sempre nella tradizione in cui l'iconografa lavora.