Una storia italiana
Le icone italo-bizantine: l'arte dell'icona in Italia
L'icona non è un'arte straniera per l'Italia. Per più di mille anni la penisola è stata uno dei luoghi in cui l'arte bizantina è nata, è cresciuta e si è trasformata: dai mosaici di Ravenna alle Madonne di Costantinopoli del Sud, fino alle tavole su fondo oro da cui è nata la pittura italiana.
Ravenna, Roma e Venezia
- Ravenna, capitale bizantina d'Occidente nel VI secolo: i mosaici di San Vitale, di Sant'Apollinare in Classe e di Sant'Apollinare Nuovo sono tra i capolavori assoluti dell'arte bizantina.
- Roma custodisce alcune delle icone più antiche al mondo: la Salus Populi Romani di Santa Maria Maggiore, la Madonna della Clemenza di Santa Maria in Trastevere, le icone del Pantheon e di Santa Maria Antiqua.
- Venezia, legata a Costantinopoli, riempie di mosaici d'oro la basilica di San Marco e vi custodisce l'icona della Nicopeia, la Madre di Dio «portatrice di vittoria».
Il Sud greco
- In Calabria, in Puglia, in Basilicata e in Sicilia per secoli si è pregato in greco: monasteri basiliani, chiese rupestri dipinte, il Codex Purpureus di Rossano.
- La Sicilia normanna del XII secolo: i mosaici del Cristo Pantocratore di Cefalù e di Monreale e della Cappella Palatina di Palermo.
- L'abbazia di Grottaferrata, presso Roma, fondata da San Nilo nel 1004, celebra ancora oggi in rito bizantino.
- Le comunità italo-albanesi (arbëreshë) di Calabria e Sicilia, con le eparchie di Lungro e Piana degli Albanesi, conservano la liturgia e l'arte dell'icona.
Dalla maniera greca a oggi
Nel Duecento la pittura italiana nasce dalla «maniera greca»: le Madonne in trono e le croci dipinte di Coppo di Marcovaldo, di Cimabue e del giovane Duccio sono icone su fondo oro. Tra il XV e il XVIII secolo i pittori veneto-cretesi, detti «madonneri», lavorano a Venezia per greci e latini. Il Novecento ha visto in Italia una rinascita dell'iconografia, e oggi gli iconografi italiani dipingono icone per chiese, comunità e famiglie.
Concetta Basile si inserisce in questa storia: dipinge nella scuola tradizionale di iconografia, in dialogo con l'arte italiana, per committenti in Italia, in Svizzera e nel mondo. Come ogni icona di Concetta Basile, è interamente dorata con oro 23¾ carati, con iscrizioni in greco o in latino, e si commissiona con un'offerta proporzionata al tempo e ai materiali dell'opera.
Domande frequenti
Che cos'è la «maniera greca»?
È il nome con cui Vasari indicava la pittura di influenza bizantina in Italia prima di Giotto: figure solenni su fondo oro, linee nette, panneggi segnati dall'oro. È lo stile delle prime tavole di Cimabue e Duccio.