Protettrice della Russia

    La Madonna di Kazan: storia, miracoli e icona dipinta a mano

    Una bambina, un incendio, un'icona ritrovata sotto le macerie: comincia così, nel 1579, la storia della Madre di Dio di Kazan, l'icona più venerata del popolo russo. Una sua antica copia ha vegliato per oltre dieci anni sulla preghiera di san Giovanni Paolo II, che nel 2004 la restituì alla Russia come segno di unità tra i cristiani.

    Icona della Madonna di Kazan dipinta a mano da Concetta Basile, con sigle MP ΘY e IC XC

    Il ritrovamento: Kazan, 1579

    Nell'estate del 1579 un grande incendio distrusse buona parte della città di Kazan, sul Volga. Secondo il racconto tradizionale, la Madre di Dio apparve in sogno a una bambina di circa dieci anni, Matrona, indicandole il luogo in cui un'icona giaceva sepolta tra le rovine di una casa, nascosta un tempo per sottrarla ai nemici della fede. Dopo che il sogno si fu ripetuto, l'8 luglio 1579 la bambina e sua madre scavarono e la trovarono intatta, avvolta in un panno, con i colori vivi come appena dipinti.

    Tra i primi a portarla in processione fu un sacerdote della chiesa di San Nicola, Ermogene, che sarebbe poi diventato metropolita di Kazan e patriarca di Mosca. Fu lui, nel 1594, a mettere per iscritto il Racconto dell'apparizione dell'icona e dei miracoli che ne seguirono: guarigioni di ciechi e di malati, ricordate dalla Chiesa russa con la festa dell'8 luglio (21 luglio secondo il calendario civile).

    Il miracolo del 1612 e la liberazione di Mosca

    Nel «Tempo dei torbidi» Mosca era occupata da truppe straniere. Il patriarca Ermogene, prigioniero, esortò il popolo alla preghiera e al digiuno; una copia dell'icona di Kazan fu affidata alle milizie guidate dal principe Dmitrij Požarskij e dal mercante Kuz'ma Minin. Nell'autunno del 1612 Mosca fu liberata, e Požarskij attribuì la vittoria all'intercessione della Madre di Dio.

    In ringraziamento fu costruita la cattedrale della Madre di Dio di Kazan sulla Piazza Rossa, e la festa del 22 ottobre (4 novembre secondo il calendario civile) entrò nel calendario di tutta la Russia. Più tardi, a San Pietroburgo, la grande cattedrale di Kazan sulla prospettiva Nevskij custodì un'altra delle copie più venerate.

    L'icona di Kazan e Giovanni Paolo II

    L'icona originale di Kazan fu rubata nel 1904 e non è mai più stata ritrovata. Dopo la rivoluzione del 1917 alcune antiche copie lasciarono la Russia; una di esse, dopo un lungo soggiorno nel Santuario di Fatima, giunse in Vaticano e fu collocata nell'appartamento del Papa.

    All'udienza generale del 25 agosto 2004 Giovanni Paolo II disse che quell'icona aveva «accompagnato con sguardo materno» il suo «quotidiano servizio alla Chiesa», e che aveva sempre desiderato che facesse ritorno sul suolo della Russia, dove era stata venerata per secoli. Una delegazione guidata dal cardinale Walter Kasper la consegnò a Mosca al Patriarca Alessio II. Nella sua lettera al Patriarca il Papa la definì «uno dei simboli dell'unità dei discepoli del Figlio unigenito di Dio».

    Come si legge l'icona

    • È una variante dell'Odigitria, «colei che indica la via»: la Madre presenta il Figlio a chi prega.
    • Il Bambino sta in piedi, frontale, e benedice con la mano destra; spesso non si vedono le mani della Madre.
    • Il capo di Maria è appena inclinato verso il Figlio: l'annuncio diventa tenerezza.
    • Nel nimbo di Cristo le lettere Ο ΩΝ, «Colui che è»; ai lati le sigle MP ΘY e IC XC.
    • Le tre stelle sul manto purpureo ricordano la verginità di Maria prima, durante e dopo il parto.
    • L'icona antica era di piccolo formato: un'immagine da portare, da tenere in casa, da portare in processione.

    L'icona di Kazan di Concetta Basile

    Nella Madonna di Kazan dipinta da Concetta Basile il fondo verde scuro fa risaltare l'aureola rossa e la luce del volto; il manto della Madre è bordato da un fregio d'oro con perle, e le vesti del Bambino sono attraversate da fitte lumeggiature, come raggi. È dipinta in tempera all'uovo con ocre, terre e ossidi naturali, su tavola preparata a gesso. Come ogni icona di Concetta Basile, è interamente dorata con oro 23¾ carati, con iscrizioni in greco o in latino, e si commissiona con un'offerta proporzionata al tempo e ai materiali dell'opera.

    Madonna di Kazan — Tipo Odigitria, fondo verde, nimbo rosso, sigle MP ΘY e IC XC.

    Madonna di Kazan

    Tipo Odigitria, fondo verde, nimbo rosso, sigle MP ΘY e IC XC.

    Domande frequenti

    Quando si festeggia la Madonna di Kazan?

    La Chiesa russa la celebra l'8 luglio (21 luglio), in memoria del ritrovamento del 1579, e il 22 ottobre (4 novembre), in memoria della liberazione di Mosca del 1612. Le date tra parentesi sono quelle del calendario civile.

    Dov'è oggi l'icona originale di Kazan?

    L'originale fu rubato nel 1904 dal monastero della Madre di Dio di Kazan e non è mai stato ritrovato. Si venerano antiche copie, tra cui quella custodita da Giovanni Paolo II e restituita alla Russia nel 2004.

    La Madonna di Kazan è un buon regalo per una famiglia ortodossa?

    È tra le icone più amate nelle case russe e ortodosse, e tradizionalmente si dona agli sposi. Per una famiglia cattolica è anche un segno di comunione tra Oriente e Occidente, nel ricordo del gesto di Giovanni Paolo II.

    Il tempo della preghiera inizia dalla commissione

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